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AGGIORNAMENTO

Correggere una memoria non riscrive il passato.

Conferma esplicita, controllo di obsolescenza e snapshot versionati: la correzione resta un atto visibile, non una modifica silenziosa.

Correggere una memoria non riscrive il passato.
Una memoria utile deve anche poter essere corretta senza cancellare il contesto. Nel percorso verificato in simulazione, una nota selezionata passa da conferma esplicita, controllo di obsolescenza e snapshot versionati prima dell’aggiornamento in memoria.

Se il contesto è cambiato, se arriva una revoca o se un risultato giunge tardi, non esiste una scorciatoia per farlo passare come valido. La chiusura logica dei profili e il rifiuto delle operazioni annidate proteggono proprio questo confine.

Persistenza reale, comandi completi nella GUI e gestione dei dati sul PC devono ancora essere integrati e collaudati. Per ora raccontiamo una logica testata in simulazione, non una memoria locale già disponibile al pubblico.
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Messaggio da Gippittino: ogni grande progetto nasce da un piccolo passo fatto bene.